FESTA DI SAN GIOVANNI


Il solstizio è un punto di svolta dell’anno, lentamente il sole inizia a declinare, per l’uomo primitivo è il momento di ricorrere a riti magici con cui arrestarne il declino, o quanto meno garantire la rinascita della vita delle piante. Il falò deve servire a sostenere l’astro, ad aiutarlo a mantenere la sua potenza, allontanando le forze avverse Un rito quindi che permette di espellere o tenere lontano tutto ciò che può essere dannoso. Un rito di purificazione (che fa appello al carattere purificatore del fuoco, e, come vedremo, anche dell’acqua). Un rito di morte e resurrezione e dunque di fertilità

“Nell’Europa moderna – scrive James Frazer, uno dei padri della moderna antropologia,– la grande festa di mezzestate è stata soprattutto una festa dell’amore e del fuoco. Uno dei suoi caratteri principali è la scelta degli innamorati che saltano sopra i fuochi tenendosi per mano e si tirano dei fiori attraverso le fiamme”.

La festa di San Giovanni ha un carattere misterico e ambivalente. Si tratta della principale festa della luce, ma ha il suo epicentro nella notte; è una festa del fuoco (simbolo del principio maschile), ma anche dell’acqua (simbolo del principio femminile). D’altronde il fuoco e l’acqua sono gli elementi centrali della predicazione del Battista. Dice Giovanni Battista: “Io vi battezzo con acqua…; ma colui che viene dopo di me… vi battezzerà in spirito santo e fuoco” (Matteo 3.11)

Secondo le tradizioni celtiche e nordiche, la notte del 24 giugno corrisponde alla notte di mezza estate. Il mondo naturale il soprannaturale si compenetrano e cose ritenute impossibili diventano possibili. Il tempo si ferma. Cadono le barriere che separano le diverse manifestazioni dell’esistere. Fate, folletti, elfi fanno irruzione nel mondo. William Shakespeare in Sogno di una notte di mezza estate ha reso in tutta la sua magia questa notte straordinaria.

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